IL PEN CLUB ITALIANO HA "ADOTTATO"
SAYED PARVEZ KAMBAKHSH (Afganistan, 1985)
CONDANNATO A MORTE PER AVER SCRITTO A FAVORE DELLE DONNE MUSULMANE

Č un giovane studente universitario afgano musulmano, che svolge anche attivitā giornalistica scrivendo sul giornale locale Jahan-e-Naw (The New World). Vive a Mazar-i-Sharif provincia di Balkh. Č stato arrestato il 27 ottobre 2007 con l'accusa di blasfemia per aver scritto degli articoli critici sull'Islam e a favore delle donne musulmane. Negli articoli pubblicati sul web egli sostiene che il Corano, stando alla sua interpretazione dei versetti, č una religione misogena. Kambakhsh legge il Corano, scopre che il Profeta č contro le donne e si rivolge direttamente ad Allah per chiedere chiarimenti ed avere una spiegazione diretta dalla divinitā. Per questo suo comportamento č stato accusato di aver commesso un reato religioso, la cui condanna prevede la pena morte.
Nonostante l'appello del fratello Yaqub Ibrahimi, anch'egli giornalista, Sayed Parvez non riesce ad avere un processo regolare in quanto gli avvocati della difesa non si presentano in tribunale.
A seguito della reclusione, il giovane giornalista soffre di esaurimento nervoso e le sue condizioni di salute si sono fatte precarie. Il carcere in cui č rinchiuso č una vecchia prigione costruita nel 1970, usata prima dai sovietici, poi dai Talebani ed ora utilizzata dal Governo locale. Nell'edificio sono rinchiusi circa 3200 detenuti: assassini, terroristi, sequestratori e tutti coloro che non hanno soldi per pagarsi un buon avvocato. Poco importa la loro colpevolezza innocenza: sono ammassati come bestie senza futuro.
Di lui si sta interessando l'opinione pubblica internazionale, il PEN e le associazioni di giornalisti con gli appelli rivolti direttamente al presidente afgano Karzai.