I LIBRI DEI SOCI

 


 


SOMMARIO DI PAGINA QUATTRO



Il Re di Maggio
di Lucio Lami - Edizioni Ares
Alla Ricerca di Joice
di Ida Boni - Edizioni Ares
La Via dei Lupi
di Carlo Grande - Ed. Ponte delle Grazie
Storia della monarchia
in Italia
di Aldo Mola - Bompiani
Bucarest
di Anna Santoliquido - Campanotto Editore


 

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LIBRI 2007
Daniela Daniele
LIBRI 2006
Maurizio Lo Re - Maria Grazia Maramotti - Marco Bazzato - Anamarìa Crove Serrano - Annamaria Ferramosca
LIBRI 2005
Maria Brunelli - Germana Duca Ruggeri - Roberta Trice - Paola Lazzarini
LIBRI 2004
Camilla Salvago Raggi - Luciano Luisi - Graziella Izzi Benedetti - Anna Antolisei - Caterina Camporesi
LIBRI PAGINA 1
Alberto Caramella - Annamaria Ferramosca - Ida Boni - Gaia de Beaumont - Lucio Lami - Maria Brunelli
LIBRI PAGINA 2
Antonio Steffenoni - Chicca Morone- Paola Alberti - Antonio Miredi
LIBRI PAGINA 3
Serena Foglia - Nino Del Bianco - Isabella Bossi Fedrigotti - Carlo Sgorlon - Giuliana Turroni


 




 

Lucio Lami


IL RE DI MAGGIO

Umberto di Savoia, l'ultimo re d'Italia.
Un ritratto completo dell'uomo e del sovrano.

 

 

Edizioni ARES


Umberto II di Savoia (1904 - 1983) ha retto la corona per un tempo brevissimo: dal 19 maggio del '46, data in cui il padre Vittorio Emanuele III abdicò a suo favore, al 13 giugno successivo, quando abbandonò l'Italia in seguito alla proclamazione dei risultati del referendum che sanciva la vittoria della repubblica sulla monarchia.
Lucio Lami si é lungamente intrattenuto con l'ex re in esilio a Cascais, ricevendone confidenze e documentazione riservata. Su queste scorte e sulle acquisizioni della storiografia più recente (comprese le carte riservate del Dipartimento di Stato americano), traccia un ritratto completo di Umberto II, la cui personalità dovette formarsi nel contesto difficilissimo dell'Italia trionfalmente mussoliniana prima, e poi belligerante e sconfitta.
Umberto crebbe fra i contrasti e le lacerazioni; fu, da alto ufficiale ed erede al trono, spettatore silenzioso dei sotterfugi di cui si avvalsero dignitari più preoccupati del personale tornaconto che della patria e dell'onore, anche e soprattutto nel sofferto trapasso dalla monarchia alla repubblica, avvenuto attraverso mistificazioni e sopraffazioni che hanno impresso nella democrazia italiana una macchia d'origine che il tempo non é valso a dissolvere.

Lucio Lami (1936) è stato uno dei grandi inviati speciali del giornalismo italiano degli ultimi 25 anni. Entrato nel 1974 nel «Giornale» di Montanelli, è noto soprattutto per i reportage effettuati in ogni angolo del mondo come corrispondente di guerra, che gli sono valsi, tra gli altri, il Premio Max David e il Premio Hemingway per gli inviati. Da anni si dedica alla saggistica e alla ricerca storica. Tiene corsi di giornalismo all’Università Cattolica di Milano.
BIBLIOGRAFIA:
Isbuscensky: l'ultima carica - La scuola del Plagio - Il grido delle formiche (Premio Estense) - Morire per Kabul - Dai confini dell'impero - La signore di Verrua - Giorni di guerra - Garibaldi e Anita corsari - Cuba libre era solo un cocktail - Giornalismo all'italiana - Perché mezza Italia non vota più.
Narrativa:
La donna dell’orso - Il paradiso violato.

 








  Ida Boni


ALLA RICERCA DI JOYCE

Una donna, una vacanza a Dublino dove preme
la presenza letteraria di James Joice


Edizioni ARES


"Sono qui, colpita da suoni sensazioni e colori, da questa ridda di pensieri che si accavallano mentre l'unica cosa che so oramai con certezza é che anche tutto questo verrà cancellato dal sovrapporsi continuo, dall'inarrestabile precipitare degli istanti: sempre ai margini, sul bordo della via, senza poter allungare la mano per toccare, fermare, per una sia pur brevissima frazione di tempo la vita..."
Una donna, una vacanza a Dublino per accompagnare il figlio dodicenne che va a imparare l'inglese. Il mutante rapporto tra la madre incerta di sé e il figlio preadolescente. I toni, i sapori, gli incontri, le suggestioni del clima e della gente.
Nello spaesamento geografico e affettivo preme la presenza letteraria di James Joyce e dei suoi personaggi, indotta dalla frequentazione dei luoghi e dalla corrispondenza dei caratteri. E nasce la sfida amorosa della memoria e della prossimità interiore, tessuta di parole e celebrata coi ritmi della lingua.


L'autrice è nata sul Lago di Garda.
Ha scritto su riviste e giornali. Collabora da tempo ai servizi culturali della Radio svizzera di lingua italiana: con recensioni, inchieste, interviste e trasmissioni centrate su narratori e poeti italiani e stranieri.
Da una decina d'anni ha anche dato inizio a una collaborazione con la rivista "Galatea- europian magazine européen", distribuita in Svizzera, Francia e Italia.
Nel 1986 ha pubblicato presso l'editore Casagrande di Bellinzona il suo primo romanzo, Modo lidio, che ha vinto il Premio Romena '87 ed è arrivato finalista al Premio Maria Cristina '88.
Nel 1989 è uscita per i tipi delle Edizioni del Moretto, una sua favola rivolta a bambini e adulti, La chiave lucente; del 1994 è il secondo romanzo, Senza lasciare traccia, Edizioni ADV Lugano.
Nel 1998 le Edizioni Ares hanno pubblicato Tre donne, trittico di racconti che ha inaugurato la collana "Narratori" ed è stato finalista al Premio Pen Club '98.
Nel 2001, sempre per le Edizioni Ares, è uscito Alla ricerca di Joyce, Premio Salerno 2002.






 




 Carlo Grande


LA VIA DEI LUPI


Storia di una ribellione
nel Medioevo romantico e crudele.

 

Edizioni Ponte delle Grazie


Nella prima metà del 1300, François di Bardonecchia é un nobile di montagna, nobile vero e onesto, fedele vassallo e amico del Principe. Di ritorno da un'ambasciata per conto del Principe, scopre che questi gli ha sedotto la figlia. Per l'onta insopportabile, François si precipita dal grande rivale il duca di Savoia, gli svela segreti militari e si mette a capo di una rivolta. Accusato di tradimento, catturato e rinchiuso nel forte di Exilles, François fugge e si dà alla macchia. Vivrà sulla montagna per dieci anni, continuando a coltivare la ribellione e la vendetta, ritagliandosi un territorio come fanno i lupi, animali ammirati che, da simbolo di paura, diventano simbolo di fratellanza.
Una storia intensa, che ha anche il pregio di essere vera: François di Bardonecchia è un personaggio storico, un uomo irriducibile che incarna la doppia anima del Medioevo, fatta di passioni e tradimenti, di crudeltà e devozione, di grandi personaggi e grandi sentimenti nello scenario estremo della natura più intatta, quella degli orsi e dei lupi.
La natura ultimo rifugio, culla e custode dei valori dell'umanità.

Carlo Grande ha 45 anni, é giornalista de "La Stampa" e direttore responsabile di "Italia Nostra", mensile della prima Associazione ambientalista in Italia.
Ha pubblicato i racconti "I cattivi elementi". "La via dei Lupi" è il suo primo romanzo.












Aldo A. Mola


Storia della Monarchia
in Italia


Da quando esiste e quant'è grande l'Italia?
Ci sono e chi sono gli Italiani?
Vi fu - e quando - una monarchia in Italia?
E quale ruolo essa ebbe per "fare gli Italiani"?


Bompiani


A mille anni dall'incoronazione di Arduino d'Ivrea a Re d'Italia (1002) e dalle prime notizie certe su Umberto Conte di Savoia (1003), Aldo Alessandro Mola traccia un profilo della monarchia nella storia d'Italia. Estromessi dalla svolta repubblicana dell'antica Roma, i Re ricomparvero in Italia prima con le invasioni barbariche e poi quale autorità investita dal Sacro Romano Imperatore. Dopo la lunga età dei Comuni, delle Signorie e delle varie dominazioni, l'Italia ebbe soltanto Regni regionali e sempre con dinastie straniere. Con la Restaurazione del 1814 si posero tre problemi: unire gli Italiani, garantirne l'indipendenza, deciderne la forma di Stato. Sulle diverse proposte - una federazione presieduta dal Papa, la Repubblica a sovranità popolare sognata da Mazzini - prevalse infine la monarchia rappresentativa di Casa Savoia. Sconfitta sul campo a Novara nel 1849, dieci anni dopo ottenne la rivincita raccogliendo attorno a sé Garibaldi, ex mazziniani, federalisti e cattolici come Alessandro Manzoni: nacque la Terza Italia, con un governo parlamentare e un programma di incivilimento e modernizzazione. Il ruolo della monarchia fu decisivo non solo per la vita politico-militare, ma anche per quella culturale e sociale e per l'unificazione linguistica. Con stile incisivo Aldo Alessandro Mola conduce il lettore all'esplorazione della monarchia anche come insieme di simboli, miti e valori sacrali dei quali qualsiasi forma di Stato ha bisogno. L'opera, ricca di novità e corredata da ampia bibliografia, rigorosa ed equilibrata, libera da intenti apologetici ma anche da preconcetti antimonarchici, si propone di introdurre alla riflessione sul centocinquantesimo anniversario dell'unificazione del nostro Paese.


Aldo Alessandro Mola (Cuneo, 1943), già preside nei Licei e incaricato di Storia Contemporanea all'Università Statale di Milano, dal 1992 è contitolare della Cattedra "Théodore Verhaegen" dell'Università Libera di Bruxelles. Direttore di collane di storia e collaboratore di quotidiani e riviste, dopo saggi sul partito d'azione, con prefazione di Ferruccio Parri, ha pubblicato, tra gli altri, Storia della Massoneria italiana dalle origini ai nostri giorni , Garibaldi vivo , Giellisti, Adriano Lemmi: gran maestro della Nuova Italia, "Corda Fratres": storia di una associazione studentesca internazionale, 1898-1948, Cuneo, 1700-2000, Saluzzo, un'antica capitale, Storia di Bra dalla rivoluzione francese al Terzo Millennio.
Ha coordinato numerosi convegni, è condirettore editoriale di Il Parlamento Italiano, 1861-1992 e ha contribuito con numerosi saggi alla Storia d'Italia diretta per la Bompiani da Ruggiero Romano, con il quale ha scritto il manuale di storia Fatti e problemi. Con Corrado Paracone e prefazione di Umberto Agnelli ha pubblicato Per una scuola che funzioni. Dal 1980 è Medaglia d'Oro di benemerito della Scuola e della Cultura. Dirige il Centro europeo "Giovanni Giolitti" per lo studio dello Stato.








 


Anna Santoliquido

Bucarest


Il poemetto che racconta una
città assunta a metafora
dell'intero Est-Europa.


(Con Inglese a fronte)

 

MMI - Campanotto Editore



Il poemetto si presenta come una collana di frammenti, di riflessioni balenanti e impulsi che nascono dall'osservazione. Il realismo si è sciolto nel sogno, e ora si registra un andirivieni continuo tra realtà e memoria, tra memoria e riflessione. Quello che è accaduto nella città, assunta a metafora dell'intero Est-Europa, i decenni di Socialismo reale e di repressione tornano attraverso le parole impossibilitate a raccontare e attraverso l'icona di un giovane, un simbolo o un'allegoria di tutti i frantumi prodotti e abbandonati dalla storia. Le sofferenze di un paese colte attraverso i silenzi delle campagne e delle case e delle strade e della gente. In un'adesione non gridata ma meditata, vissuta proprio durante il lungo tragitto della visita e del rientro, nel silenzio della memoria.
Resta anche in questi versi come nei precedenti, una intensa fiducia di Anna nelle possibilità terapeutiche della poesia, una romantica fede nell'arte che libera dagli affanni, rifugio da un onnicomprensivo "abisso".
L'arte che si fa compagna dei vagabondaggi, dell'impegno poetico e culturale, di tutto ciò che la Santoliquido ha perseguito in questi anni: incontri, dibattiti, confronti, allo scopo di animare un movimento al femminile e per attestare testardamente la propria voglia di essere nel mondo.

Anna Santoliquido, nata a Forenza (Potenza), vive a Bari, dove insegna Inglese. Scrittrice e saggista, si occupa, in particolare, della scrittura delle donne. Operatrice culturale, ha fondato e presiede il Movimento Internazionale "Donne e Poesia", organizzandone i Convegni. Fa parte della redazione di diverse riviste letterarie.
E' membro del Direttivo del Sindacato Nazionale Scrittori e Segretaria della Sezione Puglia - Basilicata. Dirige laboratori di poesia nelle scuole.
In poesia ha pubblicato: I figli della terra, 1981; Decodificazione, 1986; Ofiura, 1987; Trasfigurazione, 1992; Nei veli di settembre, 1996; Rea confessa, 1996; Confessioni (di fine Millennio), 2000; Bucarest, 2001.
Nel 1999 è stata rappresentata l'opera teatrale Il Battista, regia di Ettore Catalano. In Jugoslavia sono apparse le sillogi Kamena Kuca, 1988; Putovanje, 1994; e il volume di racconti Bela jedrilica, 1994; traduzioni di Dragan Mraovic.
Ha tradotto vari poeti contemporanei e curato diverse antologie, tra cui Donne e poesia 1985, 1986; Le tigri e le mimose, 1987; Trasgressioni di marzo, 1988; Primule gialle, 1989; Rondini e sirene, 1990; Stelle zingare, 1991, Seni con le ali, 1992; Il vivaio allo specchio, 1996.
E' presente in numerose riviste, antologie e saggi critici nazionali e stranieri. Le sue poesie sono state tradotte in undici lingue.



 

 

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