|
||||||

I LIBRI DEI SOCI
SOMMARIO DI PAGINA TRE
|
|
Il posto delle Fragole
|
|
|
|
Francesco Melzi d'Eril: la grande occasione perduta |
|
|
|
La
valigia del signor Budischowsky |
di Isabella Bossi Fedrigotti
- Ed. Rizzoli |
|
|
L'Uomo di Praga |
di Carlo Sgorlon -
Ed. Mondadori |
Il Mondo della storia secondo Ibn Khaldun |
di Giuliana Turroni-
Ed. Jouvence |
PAGINE PRECEDENTI ( Clicca sui bollini rossi ) |
LIBRI 2007 |
Daniela Daniele |
LIBRI 2006 |
Maurizio Lo Re - Maria Grazia Maramotti - Marco Bazzato - Anamarìa Crove Serrano - Annamaria Ferramosca |
|
LIBRI 2005 |
Maria Brunelli - Germana
Duca Ruggeri -
Roberta Trice - Paola
Lazzarini |
|
LIBRI
2004 |
Camilla Salvago
Raggi - Luciano Luisi - Graziella Izzi Benedetti - Anna Antolisei - Caterina
Camporesi |
|
LIBRI PAGINA 1 |
Alberto Caramella - Annamaria Ferramosca - Ida Boni -
Gaia de Beaumont - Lucio Lami - Maria Brunelli |
|
LIBRI PAGINA 2 |
Antonio Steffenoni - Chicca Morone- Paola Alberti -
Antonio Miredi |
|
LIBRI PAGINA 4 |
Lucio Lami - Ida Boni - Carlo Grande - Aldo Mola - Anna
Santoliquido |
![]() |
Serena Foglia Il posto delle Fragole La scelta di morire
|
|
Il diritto a disporre della nostra vita è sancito
dalla Costituzione. Non così quello della morte che secondo la
tradizione cattolica è nelle mani di Dio. Tuttavia una concezione
laica, pur rispettando la sacralità della vita, ci riconosce
ildiritto di decidere della nostra morte. Nella società
attuale la generale tendenza è quella di allontanare l'idea della
morte e della sua ineluttabilità. Malgrado la rimozione, che
si dissolve solo quando si é colpiti da un lutto, innumerevoli
sono le domande che ci coinvolgono talvolta prima, talvolta al momento
del trapasso: dubbi, paure, contraddizioni, rimpianti, sensi di colpa. Serena Foglia ha avuto il coraggio di affrontare questi complessi problemi, di analizzarli e parlarne. L'eutanasia attiva e passiva, il suicidio assistito, le cure palliative, gli hospice, il rapporto con l'apparato medico e con la famiglia sono i punti centrali del libro. L'argomento che sta tuttavia più a cuore all'Autrice é di publicizzare il testamento biologico, ignorato dalla stragrande maggioranza degli individui, in cui la persona indica la propria volontà su come desidera essere trattata nelle fasi finali, quando il corpo medico constata l'impossibilità di guarigione. Un'ampia, diffusa campagna potrebbe portare a un riconoscimento giuridico del testamento biologico in modo che i curanti abbiano l'obbligo di tenerne conto. (http://www.serenafoglia.com/ilpostodellefragole.htm) |
![]() |
Serena
Foglia, nata a Trieste, sposata, ha quattro figlie. Vive e lavora
a Milano. Sociologa e psicologa, da più di vent'anni si dedica
a esplorare e approfondire argomenti che da sempre sono al centro
della nostra attenzione; i rapporti interpersonali, lo svolgersi della
storia nei momenti cruciali, il significato e l'interpretazione dei
sogni dall'antichità ad oggi, la sopravvivenza di miti e leggende
nelle chiese istituzionali e nella società. E' autrice di numerose opere tra cui: Il libro delle streghe, L'amore é... , Il sogno e le sue voci, Mille e ancora mille, I nostri sette peccati, Piaceri, felicità, fortuna, Il nostro angelo custode, Maternità e due romanzi: Quale amore e Senza cipria. |
![]()
![]() |
Nino Del Bianco Francesco Melzi d'Eril: la grande occasione perduta
Gli albori dell'indipendanza Edizioni Corbaccio |
|
Francesco Melzi d'Eril non poté fare in epoca
napoleonica ciò che Cavour avrebbe fatto cinquant'anni dopo.
Ma fu il primo uomo pubblico italiano, tra la fine del Settecento e
l'inizio dell'Ottocento, che ebbe una strategia unitaria e credette
nella nascita di uno Stato nazionale. Fra lui e Cavour esistono evidenti
affinità. Ambedue aristocratici, ambedue liberali e riformatori,
ambedue europei per educazione e per legami familiari, Melzi e Cavour
cercarono di servirsi della Francia per fare l'unità d'Italia.
Ciascuno dei due fu amico di un Bonaparte e ne conquistò la fiducia
ed entrambi capirono realisticamente che il nuovo Stato avrebbe avuto
bisogno, nella sua fase iniziale, di un potente protettore. Dei due,
Melzi fu il meno fortunato; dovette misurarsi con le grandi ambizioni
imperiali di Napoleone in un epoca in cui i movimenti nazionali non
avevano ancora assunto l'importanza che avrebbero avuto mezzo secolo
più tardi. Dopo essere stato vicepresidente della Repubblica
Italiana (1802-1805), continuò a godere della stima dell'imperatore,
ma si ritirò dalla vita pubblica e mantenne un orgoglioso riserbo. Noto agli studiosi e meno all'opinione pubblica, questa biografia di Melzi d'Eril restituisce agli italiani un grande precursore dello Stato unitario e conferma che il Risorgimento fu un lungo processo iniziato nei circoli riformatori del Settecento. Melzi ebbe nel percorso una grande importanza, ma fu il missing link della storia nazionale italiana. |
![]() |
Nino Del Bianco è un saggista ed uno studioso dell'epoca napoleonica. Ha pubblicato "Fermo Solari" (1990) e "Il coraggio e la sorte. Gli italiani nell'epoca napoleonica" (1997). Collabora a giornali e riviste sull'argomanto; vive e lavora tra Udine e Milano. |
![]() |
Isabella Bossi Fedrigotti
|
|
Il signor Budischowsky, provetto valigiaio boemo, sembra
star lì a sorvegliare da lontano mentre scorrono le vicende semplici
o complicate, tranquille o paradossali di una famiglia, accompagnata
appunto, nei suoi viaggi, da una valigia uscita dalle mani del vecchio
artigiano. Episodi, ricordi, luoghi, avventure, incontri, figure. Storia minima, affidata in quanto tale, grazie a una indovinata scelta di prospettive, alla voce e alla sensibilità dei più piccoli nella comitiva. Con la consueta grazia la narrazione di Isabella Bossi Fedrigotti recupera il filo delle mitiche villeggiature di una volta, accompagnando da uno scenario all'altro - mare, campagna, montagna - e da un anno all'altro i timidi bambini, destinati a diventare ragazzini dispettosi e un po' annoiati, poi adolescenti impacciati e ansiosi tra i banchi di scuola, infine giovani adulti pronti a scoprire la vita. Ritorna il tema dei rapporti famigliari, sempre caro alla scrittrice, e l'inusitato angolo visuale consente di aggiungere al realismo, talvolta crudo di precedenti romanzi, sprezzi irresistibili di stupore e di ironia. |
![]() |
Isabella
Bossi Fedrigotti è nata in Trentino, a Rovereto e vive a Milano. Giornalista al "Corriere della Sera", scrive su argomenti culturali e di costume e tiene da anni rubriche di corrispondenza con i lettori: attualmente per il "Corriere on line" (www.corriere.it) e per il supplemento "Sette". Nel 1980 ha esordito nella narrativa con Amore mio, uccidi Garibaldi. In seguito ha pubblicato Casa di guerra (1983), Di buona famiglia (1991), che ha vinto il Premio Campiello, e Magazzino vita (1996); quindi presso Rizzoli, Il catalogo delle amiche (1998) e Cari saluti (2001). |
![]() |
Carlo Sgorlon
|
|
Alvar, l'uomo di Praga, arriva a Naularo, un paese del
Nord-Est, e vi introduce una grande novità: il cinema muto. È
un pioniere del cinema? Anche, ma non solo. Tutto ciò che fa
è destinato a stupire. Ha l'aspetto di un gentiluomo mitteleuropeo
della Belle Époque; indossa talvolta il frac e il cappello a
cilindro, guida una carrozza stemmata. Spirito cavalleresco e anarcoide, Alvar non si cura di leggi e consuetudini ed è capace di incredibili generosità, fingendo di non esserne l'autore per un irresistibile spirito del gioco e della simulazione teatrale. Infatti, vittima della malasorte nella prima parte della sua vita, allorché una fortuna bizzarra gli mette tra le mani un patrimonio sterminato Alvar tenta di rovesciare le cose e si impegna a risanare le sventure altrui. Spirito duttile e geniale, si adatta disinvoltamente ai nuovi tempi dell'industrialismo che avanza e addirittura alle ristrettezze della Guerra mondiale, dal cui gorgo tutta l'Europa finisce per essere travolta. Al di là degli andamenti da romanzo popolare, L'uomo di Praga è un libro originale e pensoso sul destino dell'uomo, e con questa storia Sgorlon ha costruito un altro tassello della sua epopea favolosa e appassionante. |
![]() |
Carlo
Sgorlon è nato a Cassacco, in Friuli, nel 1930. Ha vinto due
volte il premio Campiello (con Il trono di legno nel 1973 e, nel 1983,
con La conchiglia di Anataj e una volta il premio Strega (L'armata
dei fiumi perduti nel 1985), oltre a numerosi altri premi che testimoniano
come questo autore, fedele negli anni alla propria ispirazione ed
estraneo a ogni moda culturale, sia sempre stato riconosciuto e apprezzato
anche dalla critica oltre che dai lettori. La sua produzione è
ricca di più di venti romanzi. Tra i titoli principali: Il
trono di legno (1973), Gli dèi torneranno (1977), La conchiglia
di Anataj (1983), L'armata dei fiumi perduti (1985), L'ultima valle
(1987), Il Caldèras (1988), La foiba grande (1992), Il regno
dell'uomo (1994), L'uomo di Praga (2003), tutti editi da Mondadori. |
![]()
![]() |
Giuliana Turroni
Edizioni Jouvence |
|
Una vita in continuo movimento, dall'Andalusia all'Oriente arabo,
lungo tutto il Nord Africa. Ibn Khaldun - giurista, storiografo, insegnante,
diplomatico - in un'epoca di declino della civiltà arabo-islamica,
il XIV° secolo, ha espresso nella Muqaddima una concezione
della storia e della società che è stata accostata a
quelle di Machiavelli, di Vico e di Montesquieu; sicuro punto di riferimento
per il pensiero arabo contemporaneo che cerca una "via araba"
alla modernità che non sia né un calco dei modelli occidentali,
né un ripiegamento sulla religione. Il pensiero di Ibn Khaldun sulla politica e sulla storia è trattato in questo libro, prima monografia italiana sull'argomento. Scrive Pier Giorgio Borbone: Non sarà un luogo comune affermare che Giuliana Turroni colma una lacuna; c'era infatti bisogno di una ricerca e una sintesi originale come la sua, che permette ai lettori interessati ma non necessariamente arabisti di sapere chi sia stato Ibn Khaldun, in che cosa il suo pensiero consista e come si collochi nella cultura islamica.... In attesa di poter leggere la Maqaddima in italiano, possiamo ora disporre di un'esposizione critica che comunque, anche quando affiancata dal testo di Khaldun, rimarrà un aiuto necessario. |
![]() |
Giuliana Turroni è dottore
di ricerca in Storia del pensiero politico e delle istituzioni politiche.
Svolge attività di ricerca presso il Dipartimento di studi politici
dell'Università di Torino e collabora all'insegnamento di Storia
del pensiero politico. E' membro della Società per gli Studi sul Medio Oriente (SeSaMo) e redattrice della rivista "Teoria politica". |
PAGINE PRECEDENTI ( Clicca sui bollini rossi ) |
LIBRI 2007 |
Daniela Daniele |
LIBRI 2006 |
Maurizio Lo Re - Maria Grazia Maramotti - Marco Bazzato - Anamarìa Crove Serrano - Annamaria Ferramosca |
|
LIBRI 2005 |
Maria Brunelli - Germana
Duca Ruggeri -
Roberta Trice - Paola
Lazzarini |
|
LIBRI
2004 |
Camilla Salvago
Raggi - Luciano Luisi - Graziella Izzi Benedetti - Anna Antolisei - Caterina
Camporesi |
|
LIBRI PAGINA 1 |
Alberto Caramella - Annamaria Ferramosca - Ida Boni -
Gaia de Beaumont - Lucio Lami - Maria Brunelli |
|
LIBRI PAGINA 2 |
Antonio Steffenoni - Chicca Morone- Paola Alberti -
Antonio Miredi |
|
LIBRI PAGINA 4 |
Lucio Lami - Ida Boni - Carlo Grande - Aldo Mola - Anna
Santoliquido |
Torna
alla
homepage