I LIBRI DEI SOCI

 


 


SOMMARIO DI PAGINA DUE

Paloma è tornata
di Antonio Steffenoni - Ed. Tropea
Plenilunio d'autunno
di Chicca Morone - Ed. Genesi
Il delitto si addice a Eva
di Paola Alberti - Ed. Jaca book
L'Angelo Ferito
di Antonio Miredi - Omega Edizioni
 

 

 

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LIBRI 2007
Daniela Daniele
LIBRI 2006
Maurizio Lo Re - Maria Grazia Maramotti - Marco Bazzato - Anamarìa Crove Serrano - Annamaria Ferramosca
LIBRI 2005
Maria Brunelli - Germana Duca Ruggeri - Roberta Trice - Paola Lazzarini
LIBRI 2004
Camilla Salvago Raggi - Luciano Luisi - Graziella Izzi Benedetti - Anna Antolisei - Caterina Camporesi
LIBRI PAGINA 1
Alberto Caramella - Annamaria Ferramosca - Ida Boni - Gaia de Beaumont - Lucio Lami - Maria Brunelli
LIBRI PAGINA 3
Serena Foglia - Nino Del Bianco - Isabella Bossi Fedrigotti - Carlo Sgorlon - Giuliana Turroni
LIBRI PAGINA 4
Lucio Lami - Ida Boni - Carlo Grande - Aldo Mola - Anna Santoliquido





Antonio Steffenoni


Paloma è tornata


L'amore, il coraggio, la vendetta.
La sfida di un grande torero.



Marco Tropea Editore


Quando era nell'arena giocava con la morte, illudendola di poterlo sorprendere. Quando era nell'arena il pubblico impazziva. Lo chiamavano il Rosso. Antonio Sagarra Campos il Rosso era ricco, bello, sprezzante del pericolo; alle sue corride accorreva tutta la Spagna. Poi, un giorno, si è ritirato nella tenuta del marchese de Cazeres a formare giovani toreri e i giornali hanno smesso di parlare di lui, del più grande matador di tutti i
tempi. È rimasto nell'ombra tanti anni, mentre il paese viveva il tramonto della dittatura e si preparava alle prime elezioni democratiche. Nessuno conosceva i motivi di quel ritiro improvviso: non gli amici fedelissimi che dall'esilio avevano sempre seguito le sue corride, non la donna che lui aveva amato più di ogni altra.
Ora, dieci anni dopo, Antonio Sagarra Campos il Rosso annuncia alla stampa di voler tornare nell'arena e la Spagna segue l'evento con il fiato sospeso. Che cosa lo spinge? Il clima politico più disteso, forse? Eppure Antonio non ha mai avuto paura; anche nei giorni più bui del regime si è sempre esposto per la causa sfruttando fama, denaro e relazioni. La sfida con se stesso, con il suo corpo non più giovane? Eppure lui è ancora scattante, forte, sicuro. Forse è la voglia di lanciare un messaggio di coraggio e orgoglio a tutti gli antifranchisti della prima ora che stringono alleanze con gli uomini del passato regime. Forse è il desiderio di dedicare il suo ritorno ai tanti compagni morti, o di riscattare la propria dignità calpestata per amore di una donna. Perché Paloma è tornata...
In un sapiente intreccio di piani temporali e voci narranti, Antonio Steffenoni racconta con ritmo serrato e coinvolgente una storia di amore, tradimento, passione, ideali politici. La vicenda di un uomo che vuole avere l'ultima beffarda parola sul destino.

Antonio Steffenoni è nato a Milano da famiglia di origine spagnola e ha vissuto a lungo a Barcellona.
Esordisce nella narrativa con Una sola paura (finalista al Premio Viareggio), cui sono seguiti Un'ora d'aria, adattato anche per il teatro, i racconti Sono qui per dirti addio e il libro per ragazzi Vally cresce. E suo papà pure.
Per la Marco Tropea Editore ha pubblicato L'ultima lettera (1998). Vive a Milano.











Chicca Morone


Plenilunio d'autunno


POESIA


Prefazione di Giuseppe Conte
Ori di Luigi Mariani

Genesi Editrice


"La Luna di Chicca Morone invade con leggera, diffusa, accesa luminosità tutto il libro e lo trama di argento e di brezza. La Luna sorgerà e il paguro si libererà della protezione della dura conchiglia per ricongiungersi al mare, il grande elemento lunare per eccellenza.Poi la Luna tramonterà, la vedremo tremare rossa sull'acqua, poi farà ombra e sarà nera e morderà viscere e cuore. ce nìè una incastonata in ogni sogno segreto che uno gnomo può affacciarsi a rubare, ce n'è una "fatale incosciente", c'è chi nasce "figlia di Luna", e una Luna che si china e si avvolge contro la terra, bestemmiata, diafana, che si specchia "su fragili onde/ che il vento solleva leggere" e che feconda pallida di sogni i rami più neri fondendo alchemicamente il suo argento.
L'andamento quaternario de libro di Chicca Morone non è soltanto musicale: è anche magico e sapienziale. Selene - Dei e uomini - Cronos - Alchimia sono le quattro sezioni in cui si divide. E un testo chiave come Magichelune ci presenta quattro epifanie della Luna: crescente, vergine e guerriera; piena, madre e genitrice; calante, saggia e maga, e infine nuova, creatrice e distruttrice...
Un libro così risolutamente lirico non si appiattisce in un lirismo monocorde: al contrario, qui ci sono toni lirici ma amche narrativi, discorsivi ed epistolari persino, ironici e da ballata, invocativi e sapienziali. L'autrice si abbandona talvolta a una grazia musicale semplicemente felice: ma il lettore non creda di evadere da questo mondo, non creda che ci sia una fuga facile; compaiono nel libro i bagliori della guerra, la tragedia della storia, del potere, del dominio...
Versi che mi evocano l'ombra gigantesca, insaziabile di Ungaretti. Di tutti quelli che hanno capito la forza notturna, metaforica, artemidea, lunare infine, della poesia."

Giuseppe Conte


 
Chicca Morone è nata a Milano, vive e lavora a Torino. Ha collaborato con Il Giornale dell'Arte e l'inserto culturale di Il Sole - 24 Ore. Ha scritto "Napoleone mio dolcissimo, Giuseppina amica mia" (Bompiani) insieme a Sergio Abeatici; poi "Sola sotto il sole" (Sonzogno 1990), "L'Altro" (Bompiani 1991), "Sette Madri" (Bompiani 1993), la raccolta di racconti "Luna d'Amore (Fogola 1994), Oltre. Luna d'Amore. Stelle cadenti ( Petrini,1995), "Roghi, rospi e ricette" (Esagono1996), "Eterna Luna" (Alfa Dimensione Vita 2000).
Ha partecipato alla presentazione del Manifesto del Mitomodernismo a Firenze. Presiede l'Associazione "Il Mondo delle Idee" dal '94. Ha ricevuto riconoscimenti internazionali per "Rodolfo Valentino. Una mitologia per immagini", ideato e scritto con Antonio Miredi. Ha operato in ambito teatrale facendo rappresentare "Stelle cadenti" per la regia di Piero Grazzini. E' socia fondatrice dell'Associazione Culturale "Elogio della Poesia" di Torino, nata nel 2002.

 





 

Paola Alberti

 

Il delitto si addice a Eva

Diciassette racconti gialli e noir
ed un omaggio ad Agatha Christie

 

Jaca Book Edizioni


Donne in un mondo perfetto
I racconti di Paola Alberti sono molto piacevoli. Stanno sul filo del rasoio di un'ironia graffiante che non appesantisce mai le storie narrate, ma che nello stesso tempo aiuta a riflettere.
Per Paola Alberti il mondo della vita quotidiana possiede un falso sé, possiede cioè un'immagine falsa che si fa di se stesso, e ci crede o finge di crederci. Questo falso sé è costituito dall'immagine di un mondo perfetto. È il mondo delle Barbie, simulacri di vita, feticci in un mondo di merci, doppi prodotti in serie che si differenziano soltanto per l'inessenziale, il fatuo, il finto nuovo. Un mondo perfetto, pulito, ordinato, per bene, capace di emozioni senza sentimenti e senza passioni, prevedibile, rassicurante. Un mondo in cui le donne costruiscono la loro identità solo in vista del piacere degli altri. Un mondo in cui la vita soggiace all'inorganico. Un mondo morto.
Dietro tutto questo il delitto. Immediatamente il delitto. Paola Alberti cita un passo da Le relazioni pericolose di Laclos, dove viene esaltata la perfidia, che "dopo crudele è la più dolce all'orecchio di una donna e assai meno difficile a meritarsi". La perfidia è la malvagità sleale. È approfittare della fiducia come copertura per ordire trame malvage. Ma si tratta di una fiducia che le donne hanno subìto. La slealtà allora è legittima. E le donne omicide di Paola Alberti la rivolgono sia agli uomini che alle altre donne. In molti casi i delitti sono perpetrati per mezzo dei veleni, strumenti di morte, che si nascondono e si camuffano in un thé, nel vino, in un fungo. I veleni esprimono la perfidia. La condizione mimetica dei veleni, così come la condizione mimetica di Daniela, l'extraterrestre che si mescola tra gli umani e si immerge nella vita quotidiana dei terrestri, esprime assai bene il nesso paradossale che Paola Alberti istituisce, nella trama dei suoi racconti, tra un universo perfetto e ciò che incombe da dietro, tra un mondo morto, ma rassicurante e un mondo che trova la sua vitalità, ma anche la sua vendetta, nel dare la morte.
Alfonso M. Iacono

 
Paola Alberti, maremmana d'origine, vive da anni a Pisa.
Ha lavorato come cronista per dodici anni al quotidiano "Il Tirreno" e ha collaborato a Panorama, Visto e Casa Oggi. E' autrice di alcuni scoop giornalistici segnalati anche a livello internazionale. Da dieci anni è una redattrice della rivista di politica e cultura "Il Grandevetro".
Ha pubblicato due racconti nell'antologia La Consistenza (Jaca Book, Milano, 1999), scritta con altri cinque giovani autori del movimento letterario Penne Arrabbiate, da lei fondato a Pisa nel '96. Ha collaborato alla stesura della prima Raccolta ambientale multimediale interattiva per l'editore Erasmus CD. Nel 2002 ha pubblicato Il delitto si addice a Eva (Jaca Book, Milano), raccolta di racconti gialli e noir giunta alla seconda edizione e segnalata positivamente anche sulle pagine culturali nazionali del Corriere della Sera. Suoi testi sono stati drammatizzati e rappresentati in Italia e in Olanda.

 





Da un dipinto di Hugo Simberg


Antonio Miredi

L'Angelo Ferito

LE MASCHERE DEL POETA

ADONE - NARCISO - PROMETEO - ORFEO
EDIPO - ERMES - APOLLO DIONISO


Un'opera
di saggistica mitopoietica


Disegni originali di
Plinio Martelli

Omega Edizioni



Il mondo degli dei vive un tempo senza tempo perché, come ha scritto Salustio, le cose narrate non sono mai avvenute e tuttavia sono sempre. Alla maniera di una maschera, volto senza volto, che cela e rivela. Oltre le varianti e le apparenti contraddizioni, la verità di un mito è da ricercarsi nella forza dell'archetipo, in grado di sopravvivere alla realtà effimera della storia.
L'angelo Ferito risveglia il mondo oscuro ed enigmatico nascosto dentro la luminosa enegia dei miti, disvelando il rimosso e l'interdetto rintracciati nelle fonti. L'originalità del libro, aperto alle contaminazioni della narrazione filologica, dell'analisi e di una leggera invenzione, si precisa però in una sorprendente intuizione: le figure sono maschere sovrapponibili di una unica, più intima e profonda figura.
Dietro Adone è cioè possibile scorgere Narciso e dietro Narciso vedere Orfeo e dietro Orfeo riconoscere Prometeo e dietro di lui spiare Edipo e dietro Edipo trovare incredibilmente Ermes, prima di arrivare al doppio di un Apollo-Dioniso, la cui maschera si presenta come la più trasparente e necessaria.
La figura che alla fine si scopre è quella del poeta, visto con sguardo moderno attraverso l'immagine di un angelo ferito.
Una intuizione troppo azzardata? Forse, per le leggi di una Accademia: non certo per quelle del Parnaso.

Antonio Miredi esordisce con il libro "Rodolfo Valentino, una mitologia per immagini", scritto insieme a Chicca Guglielmi Morone, con introduzione di Giuseppe Conte, pubblicato nel '95 da Petrini. Nello stesso anno, per la medesima casa editrice, cura le poesie di Valentino "Sogni ad occhi aperti", tradotte per la prima volta in Italia.
Con la Omega Edizioni, nel 1997, esce il suo primo libro di poesie ""Echi di Erasos, le ali sono anche spine". Nel centenario del Tonio Krogher di Thomas Mann, pubblica una sua nuovissima versione, con un saggio intitolata "Una danza della caduta", presso i tipi della Iride Edizioni 2003.
ha collaborato a varie testate e quotidiani, come La gazzetta del Piemonte, e Il Sole 24 Ore, all'inserto culturale Nord Ovest.
Ha fondato, insieme a Giovanni Cordero, la rivista di arte e cultura IRIDE.

 

 

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Maurizio Lo Re - Maria Grazia Maramotti - Marco Bazzato - Anamarìa Crove Serrano - Annamaria Ferramosca
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Maria Brunelli - Germana Duca Ruggeri - Roberta Trice - Paola Lazzarini
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