I LIBRI DEI SOCI

 



 


  SOMMARIO DEL II° SEMESTRE 2004


La bella gente
di Camilla Salvago Raggi (AragnoEditore)
Nonostante (1999 - 2004)
di Luciano Luisi (Passigli Poesia)
Il Demiurgo
di Gabriella Izzi Benedetti (Bulzoni Ed.)
L'altra faccia della Luna
di Anna Antolisei (Fògola Editore)
Duende
di Caterina Camporesi
 


 

PAGINE PRECEDENTI
( Clicca sui bollini rossi )

LIBRI 2007
Daniela Daniele
LIBRI DEL 2006
Maurizio Lo Re - Maria Grazia Maramotti - Marco Bazzato - Anamarìa Crove Serrano - Annamaria Ferramosca
LIBRI 2005
Maria Brunelli - Germana Duca Ruggeri - Roberta Trice - Paola Lazzarini
LIBRI PAGINA 1
Alberto Caramella - Annamaria Ferramosca - Maria Brunelli - Gaia de Beaumont - Lucio Lami - Ida Boni
LIBRI PAGINA 2
Antonio Steffenoni - Chicca Morone- Paola Alberti - Antonio Miredi
LIBRI PAGINA 3
Serena Foglia - Nino Del Bianco - Isabella Bossi Fedrigotti - Carlo Sgorlon - Giuliana Turroni
LIBRI PAGINA 4
Lucio Lami - Ida Boni - Carlo Grande - Aldo Mola - Anna Santoliquido







Camilla Salvago Raggi


La bella gente

Narrativa  


Nino Aragno Editore


Secondo il precetto gideiano che la buona letteratura si fa con i cattivi sentimenti, Camilla Salvago Raggi riunisce tredici racconti in La bella gente (Nino Aragno, TO, 2004), nei quali con ironia si prefigge di smascherare i reconditi e nient' affatto altruistici pensieri che spesso sottostanno al perbenismo borghese dei suoi personaggi. Nel racconto Cattività, che con improprietà terminologica sta per cattiveria, un personaggio femminile dice a esempio: "Si sa che all'odio, come al cuore, non si comanda". La caratteristica che accomuna questi personaggi è di essere anziani (la più giovane ha cinquant'anni e un corpo ancora snello e magro, tant'è che si fa l'abbronzatura artificiale prima di andare in vacanza al mare con i nipotini) e di appartenere tutti a un mondo borghese in gran parte tramontato nei contesti tecnologici e massificati di oggi. L'unico ad avere un'estrazione contadina è il personaggio del vecchio prete di Cieli aperti, che rimpiange la ritualità chiesastica preconciliare e le messe in latino, ma questo personaggio è un po' una proiezione nostalgica della collettività dei buoni borghesi presso i quali svolgeva le sue funzioni.
L'arma più affilata a cui ricorre l'autrice per irridere le convenzioni di questo "bel mondo" è l'ironia, che si dispiega a vari livelli. Può a esempio concernere le descrizioni ambientali: "sedie finto tirolese dal traforo a cuore"; "la calda penombra di quella stanza dalle tapparelle abbassate, una via di mezzo tra il sacrario e la cripta". Oppure rivolgersi direttamente all'appartenenza-coscienza di classe: "Se a chiunque è dato indossare un tailleur di buon taglio, nessuno che non appartenga a quel mondo è in grado di farlo con lo stesso aplomb". L'ironia infine può inerire ai diminuti vi-vezzeggiativi dei suffissi applicati ai singoli nomi: "il golfino d'angoretta pelosa", il bridgino, librino, villino, robetta.
C'è una prevalenza di personaggi femminili nei racconti (sono solo tre quelli "al maschile"), ma in ogni caso spesso si ha il sospetto che, nella varia tipologia delle figure, sono entrate a far parte, anche se rielaborate e trasfigurate, certe notazioni che appartengono al vissuto biografico dell'autrice. E' a esempio frequente l'occasione narrativa di una vecchia signora che vive col marito, verso il quale nutre "fantasticherie omicide" che in un caso coinvolgono anche il cane di lui.
Una precisa conseguenza dell'appartenenza di classe di questi personaggi, sul piano del lessico, è l'impiego di forestierismi entrati nell'uso comune. E diventati tanto usuali che il loro impiego non viene nemmeno segnalato dal corsivo: "hobby, chef, toque, forfait, recital, tournée, viveur, jeans, piercing, flash, dépliant, puzzle, kitsch, leitmotiv, flirt, catering, buffet, plaid, guard-rail, display, salopette, chewingum, tailleur, cachemire, mohair, cachet, clergyman, down, collant, slip, topless, volants, consolles, trompe-l'oeil ". Il corsivo, com'è d'obbligo, distingue invece quelli meno frequenti o quelli che in certi ambienti non vanno mai tradotti in italiano: "saloons, racé, aplomb, pedigree, soft, coffee tables, matinée, appliques, doublé face, nom de pliume, plaquette, aficionados, noblesse, boiserie, fräulein ".
Un certo lessico, d'appartenenza chiesastica, serve a designare la scomparsa d'un mondo, come "nicchio" per la berretta dei preti, o "filotea" per il libro di preghiera. Ricorre anche un piemonte-sismo, "béola" (da Béola in vai d'Ossola), a designare le lastre di pavimentazione dei giardini o delle strade che altrove vengono denominate "bàsoli". E a proposito dei giardini, e in generale dei parchi "architettati" da tener goethianamente distinti dai boschi incolti, c'è una bella descrizione a P-37.
Non si può infine non rilevare la tendenza a segnare gli accenti sui nomi terminanti in "io", mentre deve rientrare in un uso locale il cambio di genere, dal maschile al femminile, nel termine "sdraio" (pp. 47-69-93-122).
Una caratteristica nell'uso dell'interpunzione da parte di Salvago Raggi sta nella lineetta, non quella duplice che mette in rilievo parenteticamente un inciso, ma quella unica che viene a creare una sintassi ellittica, come nella frase "sì, malgrado il disprezzo che poi - disprezzo o gelosia?" (p. 10); oppure, appena più sotto, nella frase: "II vialetto che porta al garage [...] ha ai lati una siepe fitta di bosso, l'orgoglio di Claudio, che [...] ne controllava la crescita e lo spessore - le appare quel mattino la causa prima di quel tradimento". Dove, come si vede, la zigzagante sintassi fa ruotare l'azione da tre lati: l'oggettivo vialetto, il marito Claudio e la protagonista del racconto.
Forse perché Camilla Salvago Raggi si basa in prevalenza, se non esclusivamente, sul discorso indiretto, essendo abituata a seguire l'interno flusso dei sentimenti dei propri personaggi, a volte può anche accadere di passare dalla terza alla prima persona, con naturalezza diciamo introspettiva, come avviene nel racconto Cieli aperti, che resta uno dei meno personali e realizzati,
hi conclusione, con questo volume Camilla Salvago Raggi aggiunge una degna pietruzza al monumento della sua narrativa, che da oltre un quarantennio scava fra le tradizioni familiari e le vicissitudini sociali di un mondo, fra Liguria e Piemonte, che valeva la pena di "fissare" con la parola.

Sergio Spadaro


 

Camilla Salvago Raggi è nata in Liguria e vive in Piemonte.

Ha pubblicato, tra l’altro, La notte dei “mascheri”, Dopo di me, Paradiso bugiardo, Il noce di Cavour, Buio in sala, Castelvero e La druda di famiglia.

 


   

 


Luciano Luisi



NONOSTANTE

1999 - 2004

 

Poesia  

 

Passigli Poesia



È stato soprattutto Geno Pampaloni, in anni ormai lontani, ad attirare l'attenzione sul "fondo religioso" della poesia di Luciano Luisi; e si può dire senz'altro che questo fondo - che permea tutta la sua precedente produzione lirica, ma come trama quasi nascosta - solo in quest'ultima raccolta viene più decisamente allo scoperto; e proprio nel momento in cui Luisi sceglie una delle più rigorose e classiche forme chiuse, il sonetto, per riflettere e riflettersi nella sua storia personale. Un approdo tutt'altro che esteriore, dunque; quasi il coronamento, invece, di un lungo viaggio poetico ed esistenziale che ora, "nonostante / io sia già sulla soglia", rilancia le istanze di una poesia per nulla incline ai clichés negativisti della nostra epoca, e al contrario aperta ad accettare le ragioni del vivere umano, nel bene e nel male: perché "il fiume della vita è sempre in piena".

- "In questo fondo religioso, partecipe, umile, quanto più ansioso di una verità che lo appaghi, sta la costante di una poesia che ci richiama senza soste alla nostra responsabilità di figli del tempo, di consumatori di vita".
Geno Pampaloni

-"Una poesia rinnovata dalla più positiva esperienza novecentesca, condotta, oltre la letteratura, alla sua nuda verità, e che conferma una delle voci più limpide della nostra poesia nella quale si ritrovano i fili della migliore tradizione lirica, annodati in una sensibilità che tende a risolvere, al cospetto di una realtà perenne, la precarietà del vivere".
Claudio Marabini

-"Scrittore finissimo e di gusto impeccabile, Luisi si è sempre ritagliato un luogo appartato dove manifestarsi come poeta... C'è un amore per la vita e le sue forme, struggente e miracoloso. Luisi merita sicuramente un posto di eccellenza nel nostro secondo Novecento".
Carlo Bellezza

-"Luisi organizza i suoi materiali biografici in versi dove una segreta ragione metrica imprime alla lunga introspezione storica un ritmo quasi biologico, simile proprio al pulsare di un cuore, al respiro di uno sguardo umano".
Mario Baudino

 
Luciano Luisi è nato a Livorno da madre toscana e padre pugliese e ha trascorso l'infanzia fra la Lombardia e Parma, Vive a Roma dove si è affermato come giornalista culturale alla televisione. Ha insegnato Giornalismo televisivo all'Umversità "Pro Deo" di Roma e Storia dell'arte all'Accademia di Belle Arti di Foggia. Ha diretto "L'informatore Librario". E' stato Segretario Generale dei premi Fìuggi e ne ha diretto la collana di saggistica dedicata ai vincitori, e (con Cosìmo Fornaro) quella del premio "Gli ori dì Tarante". E' accademico dell'Insigne Accademia Pontificia di Arti e Lettere.
Ha pubblicato: Racconto e altri versi (Guanda, 1949); Piazza grande (Cappelli, 1951); Ho viaggiato tutta la notte (in Nuovi poeti, Vallecchi 1958); Un pugno di tempo (Guanda, la Fenice, 1967, 1968), Premio "Cianciano"; Amar perdona (Quaderni di Piazza Navona, 1979); La vita che non muta (Premio MPandolfo" edizione del Premio, 1980); Nella cronaca (Dossier Arte, 1982); La Sapienza del cuore (Rusconi 1986, 19873) vincitore, tra gli altri, dei Premi: "Ceva", "San Pellegrino", "Marradi", "Fregene", "Circe Sabaudia", "Oggi e Domani"; Io dico una conchiglia (Ed. Galleria Poggiali e Forconi, 1989); II doppio segno (Schema Editore, 1994); II giardino e altri Haiku (Costantìno Marco Editore, 1998); II silenzio (Book Editore, 1998); Nonostante (Passigli Ed. 2004).
Ha tradotto duecento poesie d'amore di tutte le letterature in Luna d'amore (Newton Compton, 1989, poi nei tascabili, 1994). Ha pubblicato il romanzo Le mani nel sacco (Camunia, 1992 seconda Ed. Book Ed. 2001). Le prose di "Livorno, storia e memoria" (Nuova Fortezza, Li. 1994» con pref, dì Lorenzo Greco). Le poesie per bambini "La farfalla vanesia (Paìdeia, Fi. 2001) e le interviste-conversazioni de "Lo scrittore e l'uomo" (Mucchi Ed, 2001).

 






Gabriella Izzi Benedetti

 

IL DEMIURGO

 

Narrativa  

 

Bulzoni Editore



Segretamente, un Natale. È puro caso se, al l'approssimarsi del Natale, vengono a deter minarsi caratteristiche climatiche rare e indispensabili per la verifica di una formula che Peter Smith ha messo a punto in anni di ricerche. Gli abitanti del Palazzo Viscardi, microcosmo della variegata condizione umana, diverranno ignare cavie dell'illustre scienziato. La vicenda, sul filo del fantastico, è in realtà uno studio di caratteri e comportamenti istintuali o condizionati dall'ambiente, un convergere di accadimenti affettivi o esistenziali che si sgrovigliano e aggrovigliano, giungendo spesso a soluzioni imprevedibili. Nell'ambiguità fra il possibile e l'effettivo, la vicenda si snoda con stile rapido ed avvincente, mettendo a nudo aspettazioni e moventi talora inconsci, che improvvisamente acquistano consistenza. Caso o effetto predeterminato? Se il prof. Smith riemerso da dubbi e rimorsi, recupera i limiti e supera lo smarrimento, c'è chi è pronto ad usufruire, subdolamente, pericolosamente, della sua formula. Sete di dominio che ha come posta il destino dell'umanità. È una narrazione di non comune acutezza e fascino.

Gabriella Izzi Benedetti. Laurea in Lettere presso l'Università degli Studi di Genova. Si è dedicata all'insegnamento. Responsabile di Biblioteche scolastiche. Nata a Vasto, vive a Firenze. Collabora con riviste letterarie e di attualità. Ha ricevuto numerosi premi letterali. È presente in Antologie e volumi a più voci tra cui: Racconti di Natale, Innamorarsi (ed. La Versiliana 1992 e 1993), Sulle ali dell'amicizia (ed. Polistampa, 1997), I giorni che sconvolsero Vasto: la frana del 1956 (ed. Il Nuovo, 1998), Archivi vastesi (Ass. Cult. S. Michele, 2003), L'Abruzzo nel Medioevo (ed. Ediars, 2003), Agenda della poesia, (ed. Ibiskos, 2004).
Bibliografia letteraria - Momenti, liriche; (ed. Cannarsa, 1989). L'anno delle meduse, racconti (ed. Ibiskos, 1991). Prima che il cerchio si chiuda, liriche (ed. la Versiliana, 1991). Luigi Marchesani, un medico, uno storico, un archeologo; soprattutto un uomo, monografia storica (ed. Cannarsa 1992, seconda ed. 1995). Inseguendo le stelle, testo teatrale (Scena illustrata n. 7-8 1994). Nell'ora della prima neve, romanzo (ed. Polistampa, 1996). L'isola felice, racconti (ed. Marchesani, 1998). 1844-Nascita dello Spedale comunale di Vasto, da un manoscritto del dottor fisico Luigi Marchesani, saggio storico scritto in collaborazione con suo marito Puccio Benedetti (ed. Il Nuovo, 1999). // Telaio impazzito, romanzo (ed. Bastogi 2000). // Dramma della Passione nel Medioevo abruzzese, saggio storico-filologico (ed. Bulzoni, 2002). Guida alla lettura della Storia di Vasto di Luigi Marchesani, realizzata in collaborazione con Puccio Benedetti (ed. Il Nuovo 2004).

 








Anna Antolisei

 

L'altra faccia della Luna

Narrativa  



Fògola Editore


Alessandra Chiesa è un magistrato della Procura di Torino nel pieno della maturità, vuoi come professionista, vuoi come donna. La sua naturale, brillante indole di inquirente viene stimolata, e messa a dura prova, quando la capitale sabauda è insanguinata da una serie di delitti, compiuti dalla stessa mano, che sembrano ruotare misteriosamente attorno a un libro. Ad affiancarla in un'indagine che, partendo dagli ambienti letterari, si allarga al mondo dell'alta imprenditoria, sono il vice questore e fedele amico Francesco Schwiller, capo dalla Sezione Omicidi; il maresciallo Sante Rosi, ufficiale giudiziario e provvidenziale assistente del procuratore Chiesa, l'ambiguo ma efficace Gianluca Benelli, anomalo funzionario del SISDE. Dovrà, il procuratore Chiesa, guidare una squadra di investigatori cocciuti, fantasiosi, spesso insofferenti alle regole, tanto esperti e navigati nel servirsi dei ferri del mestiere, quanto inclini a seguire delle metodologie molto... personali. Un team solidale ed eterogeneo, insomma, almeno quanto "diversa" è, nel privato, Alessandra stessa. Insieme, rincorreranno un assassino -ma sarà davvero uno soltanto? - che li incalza a ritmo serrato, colpendo secondo un filo logico tutto da decifrare, da illuminare proprio come quella faccia della Luna che vuole restare sempre in ombra.

 
Anna Antolisei è nata, vive e lavora a Torino. Esordisce nel giornalismo; scrive poi su riviste letterarie e specializzate nella comunicazione globale e nella complementarietà tra scrittura tradizionale e ipertestuale. Pubblica nel '94 il primo libro di narrativa Per troppo amore, per troppo odio (Ed. Teknos). Cultrice della massimazione, cura per Fògola Editore la raccolta di sentenze inedite Aforismi URLati (1998) e Aforismi URLati 2 (2001), nella collana "La Torre d'avorio -Album". Nel 2003 esce sulla Grande Rete la sua opera ipertestuale Voce del Verbo Vivere. Presso l'editore "LietoColle", nel 2004 viene pubblicato il suo poemetto dal titolo Il Muro e, poco più tardi, è curatrice della terza antologia di massime contemporanee dal titolo L'Albero degli Aforismi (Edizioni LietoColle). Con "Genesi Edizioni" da poi alla stampa la raccolta di poesie Sono solo impressioni.
È membro del P.E.N. Club Italiano, delegata per la città di Torino e Adviser del Centro Italiano WiPC (Writers in Prison Committee). È tra i soci fondatori dell'Associazione "Elogio della Poesia", nata a Torino nel 2002.

anna.antolisei@tin.it

 




 

 




Caterina Camporesi

 

DUENDE

 

Poesia

 

Marsilio Editore


In questa poesia forse non è la "narrazione" l'elemento centrale, quanto la riflessione continua, la volontà di rintracciare un senso nelle parole e nel reale che esprimono. Questa riflessività, dagli esiti più elevati nei testi più brevi, si carica talora di una valenza quasi gnomica e sapienziale. L'arsi lirica di Caterina Camporesi crea momenti nei quali predomina un pensiero lucido e asciutto che rifiuta ogni facile esaltazione, ogni scontato poeticismo.

 
Caterina Camporesi è nata nel 1944 a Sogliano al Rubicone (Fo). Svolge attività di psicoterapeuta e vive tra Rimini, la Garfagnana e Roma.
Ha pubblicato tre raccolte di poesia e ha ricevuto significativi riconoscimenti.
Collabora a riviste con recensioni e saggi inerenti ai rapporti tra creatività e psicoanalisi.



 

 

PAGINE PRECEDENTI
( Clicca sui bollini rossi )

LIBRI 2007
Daniela Daniele
LIBRI DEL 2006
Maurizio Lo Re - Maria Grazia Maramotti - Marco Bazzato - Anamarìa Crove Serrano - Annamaria Ferramosca
LIBRI 2005
Maria Brunelli - Germana Duca Ruggeri - Roberta Trice - Paola Lazzarini
LIBRI PAGINA 1
Alberto Caramella - Annamaria Ferramosca - Maria Brunelli - Gaia de Beaumont - Lucio Lami - Ida Boni
LIBRI PAGINA 2
Antonio Steffenoni - Chicca Morone- Paola Alberti - Antonio Miredi
LIBRI PAGINA 3
Serena Foglia - Nino Del Bianco - Isabella Bossi Fedrigotti - Carlo Sgorlon - Giuliana Turroni
LIBRI PAGINA 4
Lucio Lami - Ida Boni - Carlo Grande - Aldo Mola - Anna Santoliquido




Torna
alla
homepage

   



Torna alla Home Page Torna alla Home PageTorna alla Home Page