|
Sebastiano Grasso
Sebastiano Grasso (Catania, 1947) è uno dei più
significativi poeti italiani; tradotto anche in svedese, polacco,
russo, francese, tedesco, spagnolo e inglese.
Laureato in
lettere moderne inizia prestissimo la sua attività
culturale dirigendo, per l’editore Giannotta, una collana
di letterature straniere. Nel ’71 fonda il bimestrale
Questioni di letteratura al quale collaborano Rafael
Alberti, Mario Luzi, Eugenio Montale, Pablo Picasso, Lalla
Romano, Leonardo Sciascia, Diego Valeri, Giuseppe
Prezzolini ed altri.
Dal ’71 vive a Milano, dove
lavora nella redazione del Corriere della Sera.
Attualmente è responsabile dell’Arte e inviato
speciale per la Cultura. Ha cominciato a scrivere
giovanissimo e a pubblicare su Nuovi Argomenti (diretto
da Moravia, Siciliano e Bertolucci), La fiera letteraria
e L’Osservatorio politico culturale.
Traduttore
dal francese (Apollinaire, Baudelaire, Senghor, Valery, Cendras)
e dallo spagnolo (Machado, Neruda, Jimenez), ha pubblicato, in
proprio: Orizzonti lontani,
(1964), Plaquette (1968, pref. di
Carlo Bo); Poesie fuori stagione
(1970, prefaz. di Diego Valeri ), Il giuoco
della memoria (1973, pref. di Mario Luzi), La
stagione del clown (1878, pref. di Riccardo
Baccelli; finalista al premio Viaregggio, vincitore del
Ceppo-Pistoia), Il poeta e il fantasma”
(1980, intr. di Carlo Bo).
Dopo un silenzio di quasi
ventanni (a parte alcune poesie che accompagnano libri d’arte)
pubblica Il tuo pube nero befferà
la morte (2000, saggio critico di Carlo Bo), Sul
monte di Venere (2002, pref. Mario Luzi), La
preghiera di una vergine (2004, saggio
critico di Ermanno Krumm), Il talco sotto le
ballerine (2006, saggio critico di Ezio
Raimondi; premio internazionale Lerici-Pea, assieme a Lawrence
Ferlinghetti per la carriera), adesso riuniti in un unico volume,
La cenere ringrazia della brace e della favilla
(2007, pref. di Alberto Bevilacqua).
Sempre
nel 2007, escono tre antologie in Svezia, Polonia (pref. di Otto
von Krauss) e Russia (pref. di Eugenij Evtushenko); inoltre, in
Spagna, la traduzione de Il talco sotto le ballerine
(pref. di José Saramago).
Ha curato, inoltre,
il Teatro breve di Federico Garcìa
Lorca (1970), Ritorni del vivo lontano
di Rafael Alberti (1976), Spade come
labbra di Vicente Aleixandre
(1977), Dalì di Ramòn
Gòmez de la Serna (1978 e 2002), Canciòn
del amor herido di Alberti (1979),
Montale: lettere a Quasimodo
(1081, intr. di Maria Corti) , Donna Rosita la
zitella di Garcia Lorca (1087),
Vedute di Roma di Giovan
Battista Piranesi (19991), Ballate gitane di
Garcìa Lorca (1993) , Il
bicchiere di giada (2001, poesie cinesi, con Stella
Ku Pan), I piaceri proibiti di
Luis Cernuda (2002, con Margherita Alverà),
Canzoni per Altair e altre poesie d’amore
di Alberti (2002), Destino Espana.
Una crònica cultural a travès del ‘Corriere
della Sera’ (2004, con Marina Cotelli),
Beethoven davanti al televisore di Josè
Hierro (2006, con Maria Cristina Blais di Braganza).
|