RASSEGNA STAMPA
P.E.N. e WiPC  

 


Hanno parlato del Premio P.E.N. 2006

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24/6/'06: ANSA - 1/9/'06: APCOM - 2/9/'06: ADNKRONOS - 2/9/'06: APCOM

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Passaggi radiofonici:

- 1/9/'06, ore 19: PopLine - Radio Popolare (Intervista di Matteo Miotto a Lucio Lami).
- 1/9/'06, ore 10: Marconi Cultura - Circuito Marconi (Annuncio manifestazione e intervista di Marco Casa a Lucio Lami).
- 2/9/'06, ore 18,35: GR1 - RAI Radio 1 - (Intervista di Gianfranco Turris a Lucio Lami).

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COMUNICATO STAMPA INVIATO ALLE MAGGIORI
TESTATE GIORNALISTICHE E TELEVISIVE NAZIONALI
l'8 MARZO: IL P.E.N. CLUB ITALIANO E LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA TRA IMPUNITA' E LIBERTA' D'ESPRESSIONE


L'8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, è un evento celebrato dalle organizzazioni di tutto il mondo. Il P.E.N. Club Italiano, facendo seguito a quanto già intrapreso dalla Presidenza Internazionale di Londra, vuole attirare l'attenzione sulla storia di donne coraggiose che hanno esercitato il diritto fondamentale alla libertà d'espressione di fronte ad enormi ostacoli. In particolare, il Writers in Prison Committee (Comitato Scrittori in Prigione) vuole dare rilievo ai casi di scrittrici e giornaliste che sono state uccise solo per aver parlato liberamente.

Negli ultimi dieci anni, sono stati uccisi più di 400 scrittori, giornalisti e lavoratori dei media. Trentasette di essi erano donne. Minacce, corruzione statale e mancanza di volontà politica hanno ostacolato le indagini su questi casi. Le famiglie delle vittime ancora non hanno avuto piena giustizia. L'International PEN, nella sua dichiarazione sull'impunità e le donne scrittrici/giornaliste in occasione della Giornata Internazionale della Donna, ha scelto di attirare l'attenzione su tre casi rappresentativi:

Carmen Gurruchaga
E' stata un bersaglio in più di un'occasione, nella Spagna in cui è nata, un paese in cui la vita di giornalisti e scrittori sembrerebbe relativamente al sicuro. Il suo nome, però, si trova sulla lista dei condannati a morte stilata da organizzazioni terroristiche. Ella si è occupata per più di vent'anni del gruppo terrorista basco dell'ETA. La Gurruchaga ha detto: "Proprio qui, nel cuore del mondo occidentale, dei giornalisti vivono e lavorano come molti loro colleghi nei paesi del terzo mondo - con la paura di essere assassinati da un'organizzazione terroristica, per il semplice fatto di pensarla in modo diverso dal loro. In Spagna, e nei Paesi Baschi, essere giornalista e tentare di fare il proprio lavoro in libertà può costare la vita."

Parvaneh Forouhar (Iran)
Più di quattro anni fa, sono stati assassinati, nella loro casa di Teheran, gli scrittori ed attivisti laici Dariush e Parvaneh Forouhar. Dariush è stato colpito con 12 colpi di coltello, Parvaneh con 23.
Parvaneh e Darius, sposati da quasi 45 anni, si erano incontrati da adolescenti alle riunioni dell'università di Teheran. Erano giovani ed appassionati idealisti, che hanno cominciato la loro vita insieme nella lotta contro la dittatura. Dariush era più volte entrato ed uscito di prigione ai tempi dello Shah, e poi ancora dopo la rivoluzione. Parvaneh, schietta critica dell'oppressione delle donne da parte delle autorità religiose, si era molto impegnata sulle questioni dei diritti umani. Parvaneh, in particolare, alzava la voce a favore della libertà.

Larissa Yudina (Russia)

"Sono stanca di avere paura."
Queste furono le parole di Larissa Yudina ad Alexei Siminov, della Fondazione Glasnost Defense che le aveva chiesto: "Ma non ha paura?"
L'intrepido lavoro della Yudina come giornalista le ha guadagnato il rispetto e l'ammirazione dei suoi colleghi, ma, in definitiva, le è costato la vita. Capo- redattrice del quotidiano d'opposizione Sovieskaya Kalmykia, è stata rapita ed uccisa ad Elista, la capitale della repubblica russa della Kalmykia, l'8 giugno 1998. La sera prima, uno sconosciuto, che affermava di essere un rappresentante dell'Agenzia per la Cooperazione e lo Sviluppo, facente capo al presidente della Repubblica Kirsa Iliumzhinov, le aveva fissato un appuntamento. Doveva darle dei documenti su un'indebita appropriazione di fondi, che implicavano Iliumzhinov. Il mattino successivo, la polizia, allertata dal marito della Yudina, ha trovato il suo corpo in una diga, con numerose ferite da coltello e il cranio fratturato.

Un cenno particolare va fatto alle giornaliste algerine uccise nel corso della guerra civile che ha insanguinatoil paese.

Secondo il capo-redattore di Liberté, Hacene Ouandjeli, "essi vogliono ucciderci per la semplice ragione che noi difendiamo gli ideali della democrazia, che non sono gli ideali dei fondamentalisti. Noi siamo avversari che devono essere eliminati ed uccisi".
Il PEN ha documentato l'assassinio di 9 giornaliste, durante la fase più calda della guerra civile, all'inizio degli anni '90. Yasmina Drici, Nabila Djahnine, Rachida Hammadi, Malika Sabour, Yasmina Brikh, Saida Djebaili, Naima Hamouda, Khadija Dahmani e Farida Bouzain.

La Sabour è stata uccisa a casa sua e gli assassini hanno obbligato i suoi genitori ad assistere: aveva solo 22 anni e aveva terminato da poco la scuola di giornalismo. La Brikh, reporter per Radio Culture, è stata ammazzata nei pressi di casa sua, nel settembre 1995. C'è voluta una settimana perché le autorità riuscissero ad identificare il suo corpo.

Queste 9 giornaliste assassinate, così come le altre che sono sopravvissute, ma hanno dovuto subire diverse minacce e molestie, si sono ritrovate doppiamente prese di mira: per il loro essere donne e per il loro lavoro di giornaliste. Il P.E.N. Club Italiano è pienamente schiarato a fianco delle scrittrici e giornaliste che rischiano quotidianamente la vita per l'amore della libertà d'informazione, adempiendo al ruolo istituzionale che lo Statuto internazionale e la Dichiarazione Universale dei diritti dell'Uomo prevede.

Emanuele Bettini
Segretario Generale P.E.N. Club Italiano



 
 

 

 


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